Retrofit nel settore alberghiero: aggiornare senza ristrutturare
Tra tassi di occupazione, cifre RevPAR e recensioni degli ospiti, c’è un argomento che compare nell’agenda di sempre più albergatori e che non può più aspettare: gli impianti tecnici dietro le quinte. Perché mentre la hall appare impeccabile, la centrale termica lavora incessantemente basandosi su una logica obsoleta.
Ogni hotel conosce questa storia. All’apertura, la tecnologia dell’edificio era il fiore all’occhiello. Ma quindici anni dopo, gli impianti non comunicano più tra loro. Riscaldamento, ventilazione, illuminazione, controllo accessi: ogni sistema vive su un’isola propria, con il proprio software e il proprio fornitore che fa scattare il tassametro a ogni intervento.
Le conseguenze si avvertono su ogni linea della gestione operativa. La bolletta energetica sale perché gli impianti non sono coordinati tra loro. Gli ospiti si aspettano una climatizzazione individuale e comandi intuitivi. Chi non offre tutto questo, lo ritrova nelle recensioni online. Nel frattempo, il team operativo passa quotidianamente da un’interfaccia all’altra per mantenere l’edificio in funzione.
Retrofit: l’hotel continua a funzionare normalmente
Con un retrofit non c’è nulla da demolire. Gli impianti esistenti rimangono al loro posto, le camere restano disponibili e gli ospiti non si accorgono di nulla. Ciò che cambia, invece, è il modo in cui tutto viene gestito: un’unica piattaforma centrale che riunisce riscaldamento, ventilazione, illuminazione, controllo accessi e persino il collegamento al PMS.
Van Der Valk Brussels Airport: il retrofit in pratica
Non più cinque fornitori con cinque fatture, ma un’unica panoramica in cui l’albergatore stesso può monitorare, regolare e ampliare il sistema quando preferisce.
Il Van Der Valk Hotel Brussels Airport, un edificio a torre di sette piani con 246 camere e 17 sale riunioni, si trovava ad affrontare esattamente questa sfida.
Dopo quindici anni, il sistema di gestione dell’edificio non era più all’altezza. Grazie a un retrofit con la piattaforma aperta TIBA3 di Fixsus, l’intera gestione dell’edificio è stata centralizzata senza che l’hotel dovesse chiudere nemmeno per un giorno. Ora gli ospiti regolano autonomamente temperatura e illuminazione tramite touch panel intuitivi.
Il sistema regola il consumo energetico in tempo reale in base all’occupazione e alle condizioni meteorologiche.
Obbligatorio, ma non irraggiungibile
La normativa fiamminga BACS obbliga tutti gli hotel a disporre di un sistema di automazione e controllo dell’edificio. Il retrofit è la via più logica per conformarsi: ogni fase avvicina l’edificio alla conformità, senza percorsi separati e senza doppi investimenti. “Con un retrofit ogni camera rimane occupata e non sono necessari lavori di demolizione o rottura”, afferma Koen Verschuere, titolare di Fixsus. “Sostituiamo l’intelligenza dietro gli impianti, non gli impianti stessi. L’ospite non nota nulla, l’albergatore se ne accorge subito.”
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Fixsus team
Gebouwbeheersystemen, Fixsus
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